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      Chi non ricorda il ritornello di “Born to run” di Bruce Sprinsting? Un capolavoro che ha più di 40 anni e che ci ricorda di come l’uomo sia nato per correre. La corsa è definita un movimento del tutto naturale che, infatti, i bambini imparano in modo autonomo.

      Il mondo dei runner però è molto variegato, da chi sceglie di fare una corsetta per distendere lo stress dopo il lavoro fino a chi si allena per correre la maratona e nel mezzo una schiera di atleti dilettanti o professionisti che scelgono le proprie gambe come unico strumento per stare in forma.

      Quando si parla di running si pensa spesso alla corsa vera e propria, sia che si tratti di velocità oppure di resistenza, ma non dimentichiamo altre attività legate solo alla forza delle gambe come la marcia per esempio.

      Gli arti inferiori sono protagonisti di questa attività fisica, ma come ben sappiamo quando compiamo un qualsiasi movimento, o quando pratichiamo uno sport qualunque, è tutto il nostro sistema muscolo scheletrico ad attivarsi.

      Nel caso della marcia l’intervento dell’osteopata può essere risolutivo, come per Giorgio Rubino atleta della Nazionale Italiana di marcia che grazie al dottor Lamarche ha ritrovato la sicurezza in sé stesso, tornando all’attività agonistica con ottimi risultati.

      L’osteopatia mirando a mantenere il corpo in equilibrio durante lo svolgimento delle proprie funzioni aiuta il runner a comprendere come svolgere il movimento della corsa nel modo più efficiente. Bisogna, infatti, considerare la relazione fra la gravità terrestre e la morfologia della persona che correndo sottopone i piedi e le articolazioni inferiori ad uno stress continuo.

      L’osteopatia può essere un supporto fondamentale per chi si cimenta con la corsa, poiché grazie ad un’attenta anamnesi sarà in grado di studiare la struttura fisica e i suoi sistemi, in modo da comprendere le eventuali criticità o i punti deboli.

      Una postura corretta alla base della corsa

      Per correre in modo efficiente, infatti, oltre ad una valida preparazione fisica occorre compiere i giusti movimenti. A partire da come il piede appoggia a terra per dare la spinta alla corsa. Ma la posizione del piede a terra sia da fermo che in movimento dipende da quella delle gambe e a loro volta interessa il bacino e la colonna vertebrale.

      È evidente come una postura corretta sia alla base della corsa, così per i runner i maratoneti e i marciatori sarà fondamentale che l’osteopata valuti la postura statica e dinamica, per correggere eventuali difetti, tensioni o contratture che comprometterebbero il movimento atletico.

      Tensioni alla colonna vertebrale e alle vertebre cervicali possono, infatti, causare una posizione scorretta della testa e delle spalle durante la corsa che a lungo andare si trasforma in dolore. Inoltre, molti runner dilettanti sono persone che svolgono un’attività d’ufficio che li vede costretti a restare per molte ore in una posizione innaturale, talvolta assumendo una postura scorretta.

      In queste condizioni il corpo si trova ad essere meno pronto a reagire agli stimoli quando viene sollecitato. Si parla in questi casi di sovraccarico funzionale, quando la struttura muscolo scheletrica perde la capacità di eseguire al meglio la sua funzione e ciò provoca dolore o nei casi peggiori infiammazioni, traumi o infortuni.

      I trattamenti manipolativi osteopatici mirano a rimettere in equilibrio il corpo e le sue strutture garantendone le funzioni, individuando le zone soggette a tensione o a restrizione della mobilità al fine di ripristinare il corretto movimento della struttura interessata. Questo consentirà anche di prevenire gli infortuni, a cui l’osteopatia da proprio un significato funzionale, ovvero li considera il risultato della perdita di funzionalità di una delle strutture.

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