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      L’osteopatia è spesso considerata una terapia dolce indicata per problemi posturali e dolori di varia natura. Sapete, però, che l’osteopatia anche una delle terapie elettive per un problema piuttosto comune come l’ernia del disco?

      La colonna vertebrale si compone di ossa cilindriche impilate una sopra l’altra, le vertebre, e intervallate dai dischi invertebrali. Come dei cuscinetti che preservano la funzionalità della colonna, ammortizzando e contenendo le sollecitazioni meccaniche a cui la colonna è costantemente sottoposta.

      Mentre le vertebre essendo ossa sono meno soggette alla deformazione, salvo ovviamente traumi o rotture, i dischi invertebrali fibrocartilaginei per la loro composizione gelatinosa possono tendere a usurarsi e deformarsi plasticamente con l’avanzare dell’età, le posture scorrette o ancora per cause congenite.

      Quando si sente parlare di ernie discali il primo pensiero è l’intervento chirurgico. Tecnicamente l’ernia del disco è una rottura di un disco invertebrale e la conseguente fuoriuscita di materiale simil gelatinoso, il nucleo polposo, che entra in contatto con il tessuto nervoso fasciale circostante, provocando forti dolori e difficoltà di mobilità.

      In caso di ernia del disco o di protusione del disco, lo step precedente la rottura, i trattamenti manipolativi osteopatici possono essere risolutivi proprio perché agiscono sulla colonna, ripristinandone la corretta funzionalità della colonna e dei dischi, agendo sulla mobilità dei dischi invertebrali, delle fasce e della muscolatura.

      Le zone più frequenti della colonna soggette a ernie del disco sono la lombare e cervicale, con minor intensità la zona dorsale con conseguenti dolori percepiti inizialmente come mal di schiena o problemi alla cervicale.

      I sintomi dell’ernia discale

      La sintomatologia dell’ernia del disco può essere variegata, poiché accanto al dolore forte alla schiena e alla zona colpita, possono insorgere formicolii e sensazione di intorpidimento alle braccia, al collo o alle mani, a seconda dell’estensione del danno al nucleo polposo e ai tessuti interessati dall’erniazione.

      La diagnosi dell’ernia del disco

      La diagnosi di ernia del disco viene fatta in seguito ad una visita obbiettiva in cui il medico controlla la mobilità della colonna e i movimenti che il paziente riesce a compiere, oltre che attraverso la raccolta completa dell’anamnesi, in cui il paziente segnalerà quando è insorto il dolore, con che movimenti diventa più intenso e tutti gli altri sintomi correlati.

      Per completare la diagnosi possono essere richiesti ulteriori accertamenti strumentali come radiografie o risonanza magnetica.

      Il trattamento dell’ernia discale

      D’accordo con l’ortopedico, il fisiatra o il neurochirurgo, l’osteopata può intervenire prima, in sostituzione o dopo l’approccio chirurgico, magari anche affiancando i trattamenti con una terapia farmacologica.

      Spesse volte, comunque, l’osteopatia si rivela risolutiva e consente di tenere sotto controllo l’ernia e il dolore senza l’assunzione di farmaci e senza il bisogno della chirurgia.

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