Pubalgia, dolore pelvico e marcia

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Un anno e mezzo fa Giorgio Rubino soffriva ancora per un difficile problema di dolore pelvico. Oggi è pronto a competere per una medaglia in una tra le gare più faticose tra le discipline olimpiche: la 20 km di marcia.

Questa disciplina dell’atletica leggera richiede un grande sforzo durante gli allenamenti che per gli atleti di alto livello si traduce in centinaia di km percorsi alla settimana: nella marcia l’atleta esercita una progressione armonica dei passi non perdendo mai il contatto con il terreno almeno con uno dei due piedi: qui le tensioni vengono accumulate per compensarsi poi a livello del bacino (pelvi).

Il dolore pelvico è sempre difficile da comprendere e le ipotesi più frequenti vanno dalla cistite, al varicocele, alla pubalgia ecc.. ma soprattutto nello sportivo può essere la spia di un problema che si gioca a distanza e che magari si ritiene risolto sottovalutandone gli effetti compensatori che automaticamente si creano e che solo un’attenta analisi biomeccanica e posturale riescono a rivelare.

Grazie alla lunga esperienza consolidata nella diagnosi e nella terapia biomeccanica posturale applicata agli sportivi di alto livello, abbiamo potuto capire il problema e orientare correttamente il trattamento ottenendo rapidamente il risultato clinico e il ritorno all’allenamento per la preparazione della gara più attesa a Londra 2012.

All’origine del dolore pelvico che impediva a Giorgio Rubino di marciare, c’era una frattura da stress di un osso fondamentale del piede destro, lo scafoide punto di mobilità ma anche di torsione, procuratasi a causa degli intensi allenamenti mesi prima, ma che aveva provocato uno “sbilanciamento” della postura.

Nel caso di Giorgio Rubino, proprio a causa del gesto tecnico specifico della marcia, il bacino era diventato instabile e come effetto compensatorio i muscoli adduttori erano sollecitati in modo eccessivo, provocando sintomi comuni alla pubalgia ed al dolore pelvico con il risultato di impedirgli di marciare com’era abituato a fare per allenarsi, impedendogli così di partecipare alle competizioni.

Oggi la sua biomeccanica è bilanciata e grazie alla sua caparbietà e alla ripresa degli allenamenti Giorgio Rubino ha potuto qualificarsi per le Olimpiadi di Londra 2012 che fra qualche giorno lo vedranno battersi per conquistare, a diritto, il suo posto tra i primi atleti mondiali di questa dura disciplina atletica.

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